Di cosa parla
Non è una guida al museo né una cronologia di missioni, ma un cammino lento tra i cimeli del Museo della Croce Rossa Italiana a Campomorone, per restituire ai lettori le persone che quegli oggetti li hanno usati, indossati, custoditi. Una divisa consumata, una barella di legno, una lettera ingiallita: ciascuno è «un frammento di biografia sopravvissuto al tempo».
Le due parti del libro
Storie silenziose
Cinque capitoli per temi: gli oggetti che parlano, le voci dal fronte, le mani che curano, memoria e identità, il filo che lega passato e presente. La riflessione sulla memoria si intreccia con l'esperienza dell'autore, ufficiale del Corpo Militare e volontario sul territorio.
Il Museo a Campomorone
La storia del museo raccontata soprattutto da Giuseppe Pittaluga, che lo ha fondato: dal sottotetto raggiungibile solo da una botola, dove nel 1981 nasce «una piccola esposizione di cose vecchie», all'inaugurazione del 22 novembre 1986, fino ai mezzi storici e al trentennale.
«Le mani che curano non fanno notizia, ma sono quelle che tengono insieme tutto il resto.»
Per chi è
Per i volontari e i militari della Croce Rossa, per gli insegnanti che vogliono portare le scolaresche a Campomorone e per chiunque creda che la memoria, per essere utile, debba avere un volto.
Con la collaborazione di Michele Costella, che ha digitalizzato e trattato la documentazione per renderne facile la consultazione, e la consulenza e la testimonianza di Giuseppe Pittaluga, fondatore e direttore del museo.